Don Camillo e Peppone sono me

È un poetico omaggio, a cento anni dalla nascita, a Giovannino Guareschi.

“Don Camillo e Peppone sono me”, un poetico omaggio, a cento anni dalla nascita, alla sorprendente creatività artistica e alla vastissima produzione letteraria di uno degli autori più significativi e prolifici del nostro novecento: Giovannino Guareschi, nato a Fontanelle di Roccabianca, in provincia di Parma, il 1° maggio 1908.
E proprio con alcune sue lucenti parole si apre il sipario: “Il mio cappotto ha una piccola toppa proprio in corrispondenza del cuore. Ed è ben cucita e di panno spesso, ma dal forellino che essa copre entra un sottile soffio d’aria gelida anche quando non c’è vento e il sole è tiepido. E il cuore duole, trafitto da quello spillone di ghiaccio.”
Il cuore, per Guareschi, coincide con la sua penna e con la sua originalissima scrittura, capaci entrambe, di scorgere e di fissare gli infiniti tratti di una piccola-grande umanità che vive tra la bassa e l’argine del fiume, vicina e legata a quell’acqua che “la gente stava lì a guardare trattenendo il fiato, e si udiva soltanto lo scrosciare dell’acqua, ma pareva una musica.”

La presenza del grande fiume, che silenzioso attraversa la pianura, è costante nell’opera di Giovannino e scandisce anche il tempo dello spettacolo, con il suo carico di storie, di poesia, di umanità e di mistero.
Il fiume è un personaggio, è il perimetro e l’orizzonte delle storie, è un amico di ogni vita e “scorreva placido e lento, lì a due passi, sotto l’argine, ed era anch’esso una poesia: una poesia cominciata quando era cominciato il mondo e che ancora continuava.”

Con Stefano Braschi nel ruolo dello scrittore
In baracca Luca Ronga
Le scene e i costumi sono di Emanuela Pischedda
Le musiche sono di Franco Visioli
Il disegno luci è di Giorgio Cervesi Ripa
L’assistente alla regia è Giuditta Mingucci
I burattini sono di Brina Babini
Scrittura e messa in scena dei burattini sono di Stefano Giunchi
La drammaturgia e la regia sono di Franco Palmieri

Related projects
Là ci darem la mano

Travestimento mozartiano in due tempi. Di Roberto de Simone

Continue reading

Pulcinella e la notte di San Giovanni

Durante la notte di San Giovanni, Roseta, per sapere chi diverrà suo marito, fa l’incantesimo dell’uovo.

Continue reading

Pulcinella a quattro mani

È l’incontro maturo di due guarattellari, Gaspare Nasuto e Luca Ronga.

Continue reading


Don Camillo e Peppone sono me

È un poetico omaggio, a cento anni dalla nascita, a Giovannino Guareschi.

Continue reading

Hei tu!

La volta che il Fulesta incontrò il Pulcinella in Persia.

Continue reading

Colpa dell’euro

Ovvero Pulcinella e il diavolo.

Continue reading


Gli Orsi

Via Emilia: il viaggio degli Orsi nelle atmosfere di una Romagna rarefatta.

Continue reading

TEATRO DI FIGURA
Viene denominato teatro di figura quella particolare arte teatrale che utilizza burattini, marionette, pupazzi, ombre, oggetti, come protagonisti dello spettacolo teatrale e segni di un linguaggio fortemente visuale e sensoriale.
ABOUT ME
I miei attori di legno si riposano nei bauli e si risvegliano nei teatri, nelle piazze e nei festival di tutta Europa e a volte sono affiancati da attori, musicisti, narratori, burattinai, registi e personaggi assurdi, con mia grande contentezza.
 
Alcuni riconoscono nelle mie mani e nella mia voce una preziosa abilità: dare vita a figure che non la possiedono.
CONTACT
Per qualsiasi informazione su date, spettacoli e workshop scrivere a: info@lucaronga.com