Le parole di Roberto De Simone per la Giornata della Marionetta


UNIMA presenta il Messaggio di Roberto De Simone per la Giornata Mondiale della Marionetta 2013.

Il mio primo incontro con Pulcinella risale alla nebbia dei ricordi; al tempo della prima infanzia, quando Pulcinella faceva parte dell’immaginario di tutti i bambini napoletani. Lo si incontrava per le strade nei mirabolanti cesti dei giocattolai ambulanti e sulle bancarelle nelle fiere di San Giuseppe, dell’Epifania, della festa di Piedigrotta, dove si esponevano in vendita i tradizionali giocattolini.

T

ra questi spiccava un piccolo Pulcinella che, montato su un carroccino e sospinto da un’asticella, meccanicamente batteva le mani munite di cimbaletti di ottone; inoltre, era diffusissimo un altro trastullo costituito da un piccolo cono di cartone rosso; in esso si inseriva una trombettina provvista di pivetta, con la quale era possibile suonare il motivo della tarantella tradizionale; del gioco faceva parte anche un piccolo argano costituito da un filo di ferro, che, introdotto nel cono e sospinto da un bambino, mandava su e giù un fantoccino di Pulcinella, il cui camicione era incollato sul bordo circolare del cono stesso. Chiaramente, il gioco, in cui si rappresentava un allusivo movimento sessuale, conferiva al nostro personaggio un significato fallico, ribadito anche da altre manifestazioni tradizionali. Infine, Pulcinella ricorreva nelle filastrocche, nelle canzoncine per bambini, nelle favole: insomma, apparteneva al tessuto onirico della tradizione, per cui man mano se ne acquisiva la finalità iniziatica, e poi il profondo significato misterioso ed emblematico.
A ciò contribuiva il teatrino ambulante delle guarattelle, in cui agivano i fantastici burattini di Pulcinella, di Teresina (la sua innamorata), del cane, della Morte, del boia, e di altri che calamitavano a Piazza del Gesù, a San Domenico Maggiore, a Porta Capuana,
i nostri visi infantili, lì a bocca aperta per ricevere il Credo della nostra Bibbia onirica.

VOCE DI PULCINELLA
Puè puè puè puè puè
puere puè puè.
Affacciate Teresi’,
affacciati al balcone
ca te voglio fa’ senti’ na bella canzone.

I

nfine, senza dilungarci oltre, vorrei ricordare che anche nel repertorio tradizionale del teatro delle guarattelle, sono riscontrabili personaggi e scene che con la tradizione ebraica, la tradizione spagnola, la tradizione del teatro latino e finanche quello greco, sembrano in connessione. Del resto, il termine “guarattella” è la dialettizzazione di “bagattella”, e trae origine dalla parola “Bagatto” che è una delle figure maggiori dei tarocchi, di origine cabalistica che fu trasmettitore di elementi e racconti spesso riscontrati nei repertori e nei canovacci del Teatro di “Guarattella”.

E vorrei concludere con una toccante dichiarazione che registrai dalla voce dell’ultimo guarrattellaro napoletano di tradizione antica, tale Nunzio Zampella, prematuramente scomparso e che aveva nel proprio D.N.A. tutti i cromosomi di un’antica arte pulcinellante, e alla domanda di quanto l’uso della pivetta fosse importante per un burattinaio così mi rispose:

ZAMPELLA: «E’essenziale. L’arte del burattinaio non è facile; il maneggiamento può essere semplice, ma la mimica è musicale, il movimento è musica. La cosa più difficile è la doppia voce, cioè alternare la voce naturale con quella artificiale usando la pivetta. Il burattinaio deve saper fare tutte le voci: la donna, il carabiniere, il monaco, il Pulcinella, la voce del cane, e perfino la Morte. Ma qualunque fesseria si dice nello spettacolo deve diventare ritmo: le parole sono musica, il movimento è ritmo; tutta qua sta la vera forza delle guarattelle». (21 giugno 1975)

Il Pulcinella burattino, creato intorno al 1620, ha ispirato decine di altri personaggi del teatro popolare di cittadini europei sono stati in grado di distrarre e dare loro uno spazio di libertà.

Auguro a tutti, nei 5 continenti, una favolosa Giornata Mondiale della Marionetta!

Roberto De Simone

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TEATRO DI FIGURA
Viene denominato teatro di figura quella particolare arte teatrale che utilizza burattini, marionette, pupazzi, ombre, oggetti, come protagonisti dello spettacolo teatrale e segni di un linguaggio fortemente visuale e sensoriale.
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I miei attori di legno si riposano nei bauli e si risvegliano nei teatri, nelle piazze e nei festival di tutta Europa e a volte sono affiancati da attori, musicisti, narratori, burattinai, registi e personaggi assurdi, con mia grande contentezza.
 
Alcuni riconoscono nelle mie mani e nella mia voce una preziosa abilità: dare vita a figure che non la possiedono.
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